Racconto in prova
La penna traccia una casa pensata con una stufa
Il respiro lento. La mano sinistra segue l'andamento del muro, mentre la destra spinge verso il basso, piano, la maniglia della porta – GRTZZ – “..uff, speriamo che nessuno si svegli..” la piccola Molly avanza a piedi scalzi.
Il buio si dilegua e la penombra, finalmente, permette d'individuare le linee del corridoio, ancora un piccolo sforzo, e, dai Molly! il balcone è lì, ci sei..
E' la notte fonda il momento della giornata che preferisce, quello in cui riesce a ritagliarsi preziosi attimi d'intimità. Con l'arrivo della bella stagione, poi, si sta davvero bene. Accucciata sul pavimento, guarda fuori le grate del balcone. 10 piani, moltiplicati per 10 palazzi, moltiplicati per altrettanti cortili. L'occhio fatica un po' nel trovare qualcosa su cui valga fermarsi, ma anche questo fa parte del rituale notturno di Molly. Dopo aver setacciato i balconi di fronte, nella vana ricerca di altri nottambuli accovacciati, si lascia rapire dal via vai delle luci lungo la super strada. Ma alla lunga quello scorrere continuo la frastorna un po', così s'inventa dei diversivi..
Delle volte scommette su quante persone varcheranno il portone del condominio, ma il risultato è quasi sempre simile e spesso rasenta lo zero. Di notte si dorme e di giorno si lavora. Ecco quando danno soddisfazione scommesse del genere. Anche se ogni tanto le riesce di scorgere padroni trainati fuori dai loro cani, costretti – per l'appunto – in casa nelle ore dedicate alla fatica..
Altre volte si porta un libro e una piccola pila, dalla luce debole, per non destare nell'occhio. Ma quella sera Molly non ci ha pensato proprio e così si guarda intorno e, in casa, individua un quaderno e una penna. Si alza, li prende e si riaccuccia. Fa proprio caldo e il sonno fatica a farsi sentire. Molly scarabocchia le montagne, quelle stesse che, da quella postazione, riesce incredibilmente a scorgere di giorno, e incomincia un nuovo gioco. Il gioco dei contrari. Dalle vette alla città. La penna traccia una casa. Una vera casa di montagna, pensata con la stufa! e con un balcone, dove potersi accuciare, da cui poter vedere le ferme luci delle stelle e da cui poter guardare la valle...
Fine
dom
14
mar
2010
L’informazione di fronte all'uso strumentale delle querele per diffamazione
Milano 30 gennaio
dom
22
nov
2009
Ebay vende gran parte delle proprie quote di Skype.
I fondatori del software ne tornano, seppure in minima parte, proprietari.
lun
16
nov
2009
L'USO EFFICIENTE DELL'ENERGIA
Intervista con Barbara Atzori, Ingegnere Energetico e Consulente per la formazione tecnica del personale in Lombardia.
Nel 1997 l'Italia, con altri 185 paesi del mondo, ha sottoscritto il protocollo di Kyoto. L'accordo, sancisce l'impegno a ridurre le emissioni dei gas responsabili dell'effetto serra - come CO2 e CH4 - attraverso l'uso di fonti rinnovabili e il risparmio energetico. Il 40,7% del consumo di energia è attribuibile agli edifici residenziali e del terziario. In proposito, come caso risulta interessante l'Inghilterra dove, dal 2016, tutti i nuovi edifici residenziali dovranno essere a emissioni zero....
Durante la seconda settimana di dicembre i Cop15 (Conferenza delle Parti contraenti il protocollo di Kyoto) si incontreranno di nuovo a Copenhagen per affermare i nuovi obiettivi da realizzare, o verso cui almeno tendere, nel prossimo futuro. Per l'occasione i ministri dell'ambiente europei hanno definito un documento, in cui esprimono il bisogno di ridurre l'emissione di anidride carbonica tra l'80 e il 95 per cento entro il 2050.
Parliamo con Barbara Atzori, Ingegnere Energetico e Consulente per la formazione tecnica del personale in Lombardia, di uso efficiente di energia.
Tra i provvedimenti per la riduzione dei consumi, in Regione Lombardia si sta ponendo l’attenzione sulla qualità dei fabbricati e si parla a tal proposito di certificazione energetica.
Cos’è?
La Certificazione energetica degli edifici è un certificato che riporta un calcolo del fabbisogno energetico di un edificio che viene poi confrontato con una scala di classe energetica e
posizionato rispetto alla stessa. Di fatto si tratta di uno strumento normativo che si configura come spunto per la valorizzazione della prestazione energetica del sistema edificio-impianto. Un
immobile con un fabbisogno energetico inferiore avrà una bolletta energetica inferiore e quindi inciderà in maniera diversa sulle spese, oltread essere responsabile di minori emissioni.
Parliamo della direttiva europea n.91 del 2002. Quali risvolti ha implicato a livello locale regionale?
Con questa direttiva vengono introdotti i requisiti minimi nazionali da garantire nella costruzione e ristrutturazione degli edifici. Con essa e con i decreti Legislativo n.195/05 e il n.311 del
2006, viene resa obbligatoria la Certificazione per tutti gli edifici dal 1 Luglio 2008, eccetto che per le singole unità immobiliari, per le quali la certificazione è prevista dal 1 Luglio
2009. In Italia, l'applicazione della normativa Nazionale è demandata alle Regioni. In Lombardia le disposizioni inerenti all'efficienza energetica in edilizia, DGR VIII 5773, definiscono
la procedura di Certificazione Energetica: la procedura di calcolo, l'iter formale e i ruoli, i criteri di selezione dei certificatori, l'elenco degli enti accreditati e la costituzione del
catasto energetico. Inoltre la Lombardia si è dotata di un software di applicazione della procedura di calcolo definita, il CENED, che è valido a tutti gli effetti per la redazione dell'attestato
di certificazione energetica. Attraverso il free-software CENED, i certificatori possono effettuare la procedura di calcolo e inserire l'edificio nel catasto energetico regionale,
completando l'iter di Certificazione Energetica. Ci tengo a precisare che da luglio di quest’anno c’è la versione CENED +, differenza sostanziale è che vengono considerati anche i carichi
energetici collegati all’illuminazione dei locali.
Quali sono gli attori sociali coinvolti nell'iter di Certificazione Energetica?
In definitiva gli attori sociali sono 4: il richiedente, alias il proprie-tario o altra figura equivalente, il progettista, il costruttore e il certificatore accreditato. In questo quadro il
Comune riveste un duplice ruolo. Da una parte, come pubblica amministrazione, raccoglie e assegna un numero di protocollo alle pratiche di certificazione; dall'altra, come proprietario
d'immobili, fa certificare i suoi edifici. Inoltre il Comune è chiamato a svolgere un ruolo di catalizzatore, che passi attraverso realizzazione di buone pratiche, campagne di formazione e
informazione, definizione di regole coerenti per eventuali sistemi di incentivazione locale, realizzazione di diagnosi energetiche, a partire dagli edifici presumibilmente a più bassa
efficienza...
Quali sono i nuovi indirizzi di politica energetica della Regione Lombardia?
Possiamo dire che le linee d'intervento individuate nel Pae (Piano d'Azione per l'Energia della Regione Lombardia) in sostanza puntano a:
ridurre il costo dell'energia per contenere le spese delle famiglie e per migliorare la competitività del sistema delle imprese
diminuire le emissioni che inquinano e alterano il clima, rispettando le particolarità del territorio e dell'ambiente entro il quale vengono previsti gli interventi, secondo le linee del
protocollo di Kyoto
promuovere la crescita competitiva delle industrie legate all'innovazione tecnologica nel settore dell'energia
tutelare la salute dei cittadini e curare gli aspetti sociali legati alle politiche energetiche.
La ricerca sulle fonti rinnovabili d'energia risulta sempre più essere l'imperativo categorico per un futuro possibile...
Certo! Le fonti rinnovabili sono il solare (termico fotovoltaico e termodinamico), l'eolico, biomasse e l'idroelettrico. L'Italia ha come obiettivo la riduzione del 20% dei gas serra entro il
2020. L'utilizzo della fonte solare come fonte energetica principale o in integrazione a impianti a combustibili fossili è un'opzione interessante in questo senso. L'energia solare, per
esempio, può essere utilizzata come fonte sostitutiva o complementare rispetto a combustibili fossili. Tanto che la finanziaria del 2008 ha previsto l'impiego di collettori solari (destinati alla
produzione di acqua calda) per provvedere almeno al 50% del fabbisogno di energia dei nuovi edifici.
Rimaniamo sul solare, quali sono le sue modalità d'uso?
Gli utilizzi principali della fonte solare sono volti alla produzione di energia elettrica ed energia termica. I pannelli, che servono per la produzione di elettricità, e i collettori solari,
atti invece alla generazione di energia termica, sono apparecchi molto versatili che possono essere installati anche successivamente alla costruzione dell'edificio. Dal punto di vista
dell'efficacia dell'impianto, l'ideale sarebbe progettare l'impianto solare in modo integrato rispetto all'involucro. La produzione di acqua riscaldata tramite collettori solari può essere
destinata, per esempio, a uso sanitario, per il riscaldamento o la climatizzazione ambientale. ? interessante sapere che circa il 30% del fabbisogno di calore per usi industriali è legato ai
consumi di acqua con una temperatura inferiore agli 80? C, quindi perfettamente compatibile con l'impiego di fonte solare. Premesso che la frazione solare è la percentuale di energia termica
fornita dall'impianto solare rispetto all'energia generale richiesta dall'utenza, è importante notare che quando si utilizzi la fonte solare per la produzione di acqua calda per usi sanitari, la
frazione solare è maggiore al 70% mentre per l'uso di acqua calda per il riscaldamento delle piscine la frazione è addirittura superiore all'80%.
Volendo cercare ulteriori informazioni sull'argomento, a chi suggerirebbe di rivolgersi?
Certamente tutte quelle associazioni ed enti che si occupano di divulgazione, come il Kyoto Club,associazione di ingegneri e ambientalisti italiani, che di recente ha collaboratonella stesura del
programma scientifico dei convegni proposti durante la fiera Key Energy, svoltosi l'ottobre scorso a Rimini. Ma anche Assolterm, associazione italiano membro di ESTIF, European Solar Thermal
Industry Federation...
Fonti per documentazione iniziale:
http://greenpeace.org
http://www.qualenergia.it
http://ilcorrieredelweb.blogspot.com
http://www.ilsole24ore.com
http://it.wikipedia.org
http://lifegate.it
http://www.carta.org
http://www.kyotoclub.org/
http://www.estif.org/
http://www.assolterm.it/
gio
05
nov
2009
Container per tutti.
Tra poco il Consiglio comunale dovrà prendere posizione sulla possibilità che nei prossimi 15 anni, Milano sia invasa da 20.000 case container. La crisi impone restrizioni. Il bisogno di abitazioni a costi accessibili è un dato di fatto. Gli alloggi popolari sfitti a Milano sono meno di duemila e le graduatorie, per l'assegnazione di case popolari, contano già sui 16.000 iscritti. Ma soprattutto, l'assessore all'Urbanistica Carlo Masseroli pare consideri i quartieri popolari “ghetti costosi e impossibili da gestire”. Il totale fallimento politico è dichiarato. La soluzione che viene proposta consiste in nuovi quartieri edificati con prefabbricati montabili e smontabili nell'arco di 2 mesi, destinati a categorie diverse di utenti low-cost. L'assessore ha iniziato a consultare le cooperative di costruttori delle Acli e della Cisl di Milano, e già si parla di container in arrivo dall'Olanda. Settimana scorsa, Palazzo Marino ha inserito questo genere di alloggi nei nuovi indirizzi per l'housing sociale - argomento di cui si dibatte proprio questo sabato all'Urbanpromo '09 di Venezia -. Le zone milanesi destinate ai quartieri di case-container dovrebbero essere la Bovisa, Lambrate, Forlanini, Navigli, San Siro, Sammartini, Ortomercato. In linea di massima, si pensa di far ricorso agli spazi occupati da ex caserme, scali ferroviari e altre aree abbandonate. L'idea arriva dal nord Europa e questo potrebbe far sperare in case container di una certa qualità. Quindi, per esempio, in alloggi che utilizzino in modo efficiente l'energia, così come richiesto dall'Unione Europea in relazione a tutte le tipologie di residenze– vedi direttiva CE n.91 del 2002 –. Tuttavia è difficile aver fiducia in un Assessorato all'Urbanistica che ammette di non essere in grado di tenere in cura gli esistenti quartieri popolari, edificati in vere e proprie case. Per cui, per favore, stiamo tutti quanti con le antenne ben alzate sull'argomento, o ci ritroveremo in città con ghetti in quartieri container impossibili da gestire.
Fonti:
Il Giornale di Sabato 31 Ottobre 2009
la Repubblica e inserti di Sabato 31 ottobre 2009
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